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Baci perugina

April 24th, 2010

Esce dall’ascensore con il suo solito impermeabile verde. In una mano il trolley, nell’altra il telefonino. Attraversa distratto una delle sale dell’Hotel Brufani. Forse è in ritardo per partecipare al panel di cui è protagonista. Forse, semplicemente, sta andando a cena con un collega o un amico. Improvvisamente una voce, quasi un grido, squarcia la scena: – Marco! Scusa, Marco! Sono un tuo grande fan, grazie! Posso lasciarti il mio bigliettino da visita? Stretta di mano. Sorrisino di circostanza. La mano ritorna al cellulare.

Un piccolo ritocco all’acconciatura. Una controllatina alla gonna. I colletti delle camicette al loro posto. Pronte. Tu a destra, tu a sinistra. Fatemi vedere bene il logo. Cercate di non coprirlo con le braccia. Ecco, così. Brave. Sorridete. Click. Facciamone un’altra per sicurezza. Guardate bene nell’obiettivo. Perfetto. Ecco, cerchiamo di fermare un attimo la gente che passa, giusto il tempo della foto. Benissimo. Click. Click.

- Ma te lo sei mangiato un cioccolatino? Sono troppo buoni! Non ne mangiavo tanti da quando andavo alle superiori. – Non lo dire a me! Da quando sono arrivata stamattina ne avrò mangiati quattro o cinque. Certo non va bene per la mia linea… – Eh, nemmeno per la mia! Però è divertente trovare le citazioni, no? Io ieri pomeriggio c’ho trovato Oscar Wild! – Ma sarà poi vero che le sceglie Federico Moccia le frasette? Mah…

… no, non so se lui ce la faccio a fartelo… no, no… il problema è che devo mentre fa l’intervento devo andare a seguire un’altra cosa per quel magazine che ti dicevo… sì, lo so che non mi pagano, però ci scrivono dei giornalisti così fighi… sì, sì… hai ragione… forse dovrei decidermi a comperare un registratore, ché andare sempre in giro con quella ciofeca che c’ho… e poi, scusa, da quell’altro intervistato mica ci posso andare senza un operatore, ma che figura ci faccio?

No, perché noi ci dobbiamo rendere conto che bisogna cominciare dalla scuola se vogliamo che le future generazioni abbiano una coscienza dell’importanza del giornalismo, perché se non cominciamo con i ragazzini delle elementari, noi genitori come possiamo pretendere che da grandi capiscano il valore di una notizia, di un’inchiesta? Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità… tipo, non so, se i nostri figli cominciassero a spendere un centesimo o un euro della loro paghetta per finanziare le notizie, con una forma di micropagamento… altrimenti se non c’è un minimo di correttezza, come possiamo aspettarci che non ci sia il primo blogger che urla e tutti pensano che sia una notizia?

Il festival del giornalismo di Perugia, come tutti gli eventi del genere, è fatto anche di questo, di attimi di protagonismo più o meno cosciente, più o meno voluto nelle sale di un albergo elegante, mentre fuori piove o c’è il sole (ché non esistono più le mezze stagioni, “anche se i telegiornali non ci spiegano mai il perché”). C’è il giornalista professionista di una testata nazionale che alla domanda “come uscire dall’attuale crisi dell’informazione?” risponde chiedendo ai giovani che escono dalle scuole di giornalismo di trovare una soluzione creativa per raccontare le storie. Sì, certo. Così tu non devi nemmeno fare la fatica di pensarla, ma la prendi già confezionata e pronta da consumare. Bravo. Bis.

C’è, però, anche la gentilezza di Paul Steiger, fondatore di ProPublica, che con un premio Pulitzer appena arrivato in redazione (il primo dato a un’inchiesta uscita direttamente on-line), parla con la voce morbida e infuoca gli animi dell’audience (Teatro del Pavone pieno). Poi lo vedi arrivare per essere intervistato e fa un cenno del capo, come per scusarsi dei i tre minuti di ritardo. Dice che “ci mettiamo dove vuoi tu”, che il caffè non lo prende, “ma grazie”, che può stare tutto il tempo che ti serve, perché “in questo momento mi rilasso”. E si siede al tavolino del bar, mostrando il tocco di eleganza dei gemelli custom made (di chi sarà mai quel volto?) e risponde valutando le parole, dando speranza. Che in altri corridoi del festival pare disperdersi in tanti rivoli d’apparente divismo.

Author: Marco Boscolo Categories: Taccuini Tags: , , , ,
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