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Press talk – dialoghi sul giornalismo dall’IJF 2010

April 23rd, 2010

E’ possibile capire come evolverà il giornalismo nei prossimi mesi e anni? A sentire Josh Young, dell’Huffington Post, si direbbe proprio di no.

Eppure, qualcosa, come sentirete dalla sua voce, si può dire. E soprattutto si possono e si stanno facendo una serie di esperimenti per capire come evolve la relazione tra giornalisti e utilizzatori del sito, i commenters, e come questa relazione può modificare il modo di lavorare dei giornalisti stessi.

A Josh abbiamo chiesto di raccontarci se davvero non sa dire nulla sul giornalismo del futuro, anche di quello immediato, e come sta lavorando per cercare di capirci qualcosa.

“C’è una bella sfida davanti a noi, non sappiamo ancora bene come evolverà, ma il dato è che sappiamo riconoscere alcuni elementi rilevanti. Per esempio, è chiaro ormai che la credibilità e la fiducia non sono più associate con una testata ma con singoli giornalisti, un fenomeno che va sotto il nome di personal branding. E allora dobbiamo sperimentare tutti gli strumenti personali (twitter, blog, etc) e le vie per rafforzare proprio questo personal branding, facilitando il contatto diretto tra gli utilizzatori e il giornalista più che non tra gli utilizzatori e la testata. Anche se questo potrebbe significare, per fare un esempio estremo, invitare a cena tutti i giovedì un gruppo di utilizzatori per fare due chiacchiere con un giornalista. Non sappiamo cosa possa funzionare, dobbiamo sperimentare.”

Sembra che la tecnologia acquisisca sempre più importanza nello svolgimento del lavoro del giornalista e nella stessa produzione di informazione. Pensi che sia più determinante essere un bravo giornalista e un bravo tecnologo o avere dei buoni gruppi di lavoro con più competenze distribuite tra diverse persone?
Naturalmente le persone supercompetenti saranno sempre preziose. Ma non credo la rete spinga verso una enorme specializzazione. Si dice anche che i migliori reporter sono quelli che scrivono peggio mentre i migliori autori sono i peggiori reporter. Il punto è che non c’è bisogno di essere pluricompetenti, delle vere superstar, per far bene il mestiere di giornalista. Mi immagino sia più importante poter costruire una conversazione interessante e funzionale tra giornalisti e tecnologi.

E questo però significa anche avere un bel po’ di risorse economiche per finanziare più persone nella produzione di un certo lavoro…
Mettiamola così, se tu non trovi le risorse e il tuo competitor ci riesce, beh, allora sei proprio nei guai!

Il vostro lavoro dipende quasi esclusivamente dall’esistenza della rete, e dalla possibilità di una grande comunità di utilizzatori di commentare gli articoli che postate sul sito. La rete ha cambiato il nostro modo di interagire tra noi e con la nostra realtà?
Sicuramente la tecnologia promuove comportamenti diversi, però non cambia quello che siamo. Rimaniamo persone che si preoccupano delle interazioni sociali, che hanno interesse a vivere in un certo modo le proprie relazioni. Anche i giornalisti, quindi, non devono pensare a un modo completamente sottosopra, ma a un mondo in cui le persone, di fatto, continuano ad avere sostanzialmente gli stessi modi e gli stessi interessi. Per questo, ad esempio, stiamo facendo un altro interessante esperimento. Cerchiamo, tra i vari commenti che riceviamo, di identificare quel piccolo numero di utilizzatori che si dimostrano più preoccupati e interessati a mantenere un buon livello di conversazione, che dimostrano un certo istinto protettivo nei confronti dei toni e dei modi dell’interazione. E cerchiamo di gratificarli e dargli più strumenti per renderli ancora più capaci di esprimere questo istinto protettivo.

Come sta evolvendo la relazione tra i commentatori, gli utilizzatori, e gli editor e i giornalisti. Può un utilizzatore diventare un produttore di informazione?
E’ una grande idea. Una delle cose che stiamo tentando di fare è di identificare, tra i nostri commentatori, i migliori bloggers che possono diventare anche ottime fonti di informazione. Per esempio, abbiamo un sistema per analizzare i commenti e se vediamo che qualcuno commenta molto e sistematicamente su certi temi, quando cerchiamo informazioni su quei temi lo contattiamo perché pensiamo possa darci un parere. Non sempre funziona, però è interessante cercare delle persone con precise expertise tra i commentatori. Potrebbero diventare interessanti fonti di informazione!

Ascolta l’audio originale dell’intervista:

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Author: eli Categories: Taccuini Tags: , ,
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